Proviamo a ragionare… (seconda parte)

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Ma ai fini della pesca cosa accade?

L’energia dei frangenti che incontrano resistenza sul fondo marino, provoca un’azione di scavo nella sabbia portando allo scoperto gli organismi che vivono nella stessa. Grufolatori tipo il sarago trovano cibo, i predatori o quasi, tipo la spigola trovano pesci da predare. Dicevamo quasi perché molto spesso la spigola anche di grossa taglia è attratta a scopo alimentare da un semplice verme o tozzetto di calamaro.

Citavamo il sarago proprio perché è tra i pesci che si trova a proprio agio anche tra le forti correnti e la schiuma. Quindi mareggiata in atto è cibo che viene fuori. C’è un però, ossia il tratto di fondale investito deve possedere nel proprio substrato organismi che possano essere cibo per i pesci. Qui si può quindi identificare una spiaggia fertile da una sterile.

Ed il mare è come la terra, ha i suoi ritmi, le sue stagioni. In primavera ha le proprie fioriture di alghe, si ha la crescita e lo sviluppo di organismi viventi, l’estate l’ecosistema raggiunge una propria maturità e l’autunno- fine estate dovrebbe rappresentare il momento della raccolta. Mareggiate violente e continue troppo precoci possono disperdere troppo rapidamente quanto presente nel sub strato e rendere la spiaggia sommersa sterile.

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I grufolatori tipo il sarago, l’orata, la mormore percepiscono la presenza di cibo attraverso la vista ma soprattutto l’olfatto; sarà la scia odorosa della corrente sottomarina che porterà l’odore di cibo alle tane rocciose dove il sarago dimora. Quindi il pesce arriva sul cibo contro corrente e dovremo tenerne conto anche nello scegliere una postazione di pesca. Altri pesci tipo la spigola cacciano sia a vista, sia ad olfatto ma principalmente attraverso una sorta di radar naturale che è rappresentato dalla quinta linea laterale che percepisce le vibrazioni emesse da un altro essere vivente presente in acqua.

Un pesce ferito, magari da un amo con cui è innescato emette forti vibrazioni se ancora molto vitale, bassissime se morente.

Condizioni di forte turbolenza tendono a creare condizioni caotiche in cui i segnali olfattivi, visivi o neuronici sono attenuati e letti in modo confuso.

Ma tornando al paragone fatto tra mare e terra possiamo dedurre una prima considerazione:

1. nella bella stagione le condizioni migliori di pesca si hanno con mare calmo o poco mosso

2. nella stagione freddo umida le migliori condizioni si hanno con mare moderatamente mosso o in scaduta da una precedente condizione di mare molto mosso.

E per non perdere il filo ricordiamo che in Mediterraneo il motore di tutto ciò è il vento.

 

ERRORI E CONOSCENZA

” Oggi il bollettino ha chiamato vento da scirocco forza 6″.. dobbiamo organizzare subito una battuta di surf casting.

Ha senso questa frase? A nostro avviso no.

Sarebbe molto più utili riuscire a conoscere sia la direzione che la velocità del vento. In questo caso se lo scirocco sarà calcolato a 25 nodi vorrà dire che sulle coste esposte direttamente a tale vento si avrà sicuramente una condizione di mareggiata anche troppo violenta. Ma quello stesso vento se affrontato su di un litorale che magari è esposto a maestrale arriverà molto laterale, quasi di spalle creando addirittura mare stirato con corte onde al largo.

Cosa si fa in questo caso? O tempesta o vento di spalle?

Dovremo cercare una spiaggia magari esposta tra libeccio e ponente sulla cui costa il nostro scirocco (sud est) arrivi riflesso magari da qualche promontorio. Quindi la prima conoscenza dovrà prevedere la esatta direzione del vento rispetto alla spiaggia che intendiamo scegliere.

Ma non è detto che tutti i venti creino fertili impianti di pesca.

Ipotizziamo di aver deciso di andare ad affrontare una battuta di surf casting, il mese è quello di gennaio, le mormore sono un po’ sparite o sono presenti in quantità che non giustifichino una battuta dedicata. Leggiamo il bollettino meteo che prevede per la giornata prescelta vento da sud est di media intensità. Godiamo! Alt, ragioniamo invece di farci prendere dall’entusiasmo. Supponiamo che il tratto di costa da noi preso in considerazione inizi a sud con una esposizione che parte da ponente fino a girare a nord ovest. Su quel litorale l’influenza dello scirocco sarà in pratica assente almeno sotto costa.

Cosa si fa allora? Si cambia meta e si cerca una spiaggia che abbia una esposizione compresa tra est e mezzogiorno, solo in questo modo riusciremo ad affrontare con qualche speranza un mare che rivolti in parte il fondo e crei la condizione per una catena alimentare. E dovremo seguire l’evoluzione della mareggiata, se è in intensificazione proveremo ad appostarci in qualche posizione connotata da qualche profondo canalone, in modo tale che quando il moto ondoso aumenterà riusciremo a stare ancora in pesca. Se il vento è in diminuzione cercheremo invece di posizionarci dove c’è molta schiuma che successivamente manterrà con il diminuire del vento una buona turbolenza. Quindi sia benvenuto il vento ma a condizione che lo si sappia interpretare in modo corretto. Meglio altrimenti aspettare le giornate di assenza di vento, cercare la piccola spiaggia circondata da roccia e impostare la nostra battuta a gronghi. Meno sorprese ma anche meno cappotti.

Mimmo Marfè

2 Risposte to “Proviamo a ragionare… (seconda parte)”

  1. orata4me Says:

    Un articolo veramente interessante Mimmo. Il problema in molti casi sarà banale ma è sempre lo stesso. Si programma una pescata il più delle volte in base alle proprie disponibilità e non in base alle migliori condimeteo.

    Mi è capitato spesso di dare una occhiata al meteo prima di una uscita di pesca e di non trovarlo confortante… onestamemente la voglia era talmente tanta che non ho mai preso neanche in considerazione l’idea di desistere. Sarà forse anche per la poca attenzione che dedichiamo alle condimeteo che la maggior parte delle nostre uscite finiscono sempre con un pareggio a reti bianche?

  2. mimmo marfè Says:

    se vuoi praticare surf casting la condimeteo è assolutamente pregiudiziale. Poi si può anche andare, così per togliersi lo sfizio, ma se vuoi catturare bisogba conoscere
    1 quale è la condizione migliore per quella spiaggia osssia: molto mosso, mosso, scaduta, calma
    2 quali venti aprono il fondo per favorire il pascolo
    3 quale rotazione porta ad una prematura chiusura del fondo
    4 condizioni di marea
    5 condizioni della luna – se ne può parlare. Poi quando organizziamo una battuta con relativo servizio???

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