Lancio Pendolare

Iniziamo con questo post un discorso legato alle tecniche di lancio nel Surfcasting. Il lancio pendolare non è certo il più semplice da effettuare, ma se lo si apprende a dovere può regalarci delle bellissime soddisfazioni. Vediamo di capirci qualcosa...

Sensibilità, coordinamento, equilibrio, forza , sono gli elementi di un fenomeno strettamente legato al surf casting. Uno stile di lancio altamente spettacolare il cui scopo è quello di ottenere il massimo delle prestazioni in termini di gittata, che trasforma il pescatore a metà, tra atleta e pescatore. Una mescolanza sofisticata di procedure tanto affascinanti quanto impegnative: tutto questo è il lancio pendolare.Le sue origini risalgono a qualche decina di anni fa e si attribuiscono a Leslie Moncrieff, il primo a capire che per avere maggiori gittate occorreva aumentare l’angolo di rotazione del lancio. Ai suoi successi seguirono quelli di George Brown e Nigel Forrest, anche loro meritevoli per aver affinato questa tecnica.

John Holden autore del mitico libro “Long Distance Casting”, ha contribuito all’insegnamento di questa disciplina a mezza Europa. Per questa tecnica di lancio gli attrezzi concepiti sono le canne a ripartizione di sezione, da 12 ft. (m.t. 3.65) e 13 ft. (m.t. 3.90). i tratta di canne in due pezzi, manico più cimino, che lavorano con tre parti attive (punta, arco e leva), ognuno con compito ben preciso (fig. 1). I mulinelli impiegati sono i rotanti della categoria dodici libbre, oppure i classici mulinelli fissi con bobina conica. i accingiamo adesso alle varie fasi del Pendolare.

 

L’OSCILLAZIONE DEL PIOMBO

 

Il corpo e i piedi debbono assumere la stessa posizione dello stile Ground Cast. Si ruota il busto tenendo la canna alta sulla verticale. La coda dello shock leader (diametro minimo 0,80) sarà lungo m.t. 2,80, il piombo (AB UNO) si troverà in prossimità del mulinello. La canna sarà leggermente inclinata verso destra, in modo che il piombo disti dal mulinello circa 40 cm. A questo punto siamo pronti all’azione.

La prima fase del pendolo inizia dando sulla canna con la mano destra in avanti, in modo da fornire al piombo un’energia sufficiente a farlo risalire all’altezza dei nostri occhi, il braccio destro deve terminare questa manovra completamente disteso. Quando il piombo sta per esaurire l’energia, il braccio sinistro (sinora fermo) deve essere portato leggermente al petto, in un movimento atto ad accompagnare la sua corsa in avanti. Sempre il braccio sinistro deve ora spingere il tallone della canna in modo da far compiere al piombo il percorso inverso.

Con questa oscillazione deve superare la schiena del lanciatore e risalire verso l’alto, ad un’altezza superiore a quella della punta della canna. Il braccio destro deve stare disteso in avanti o, al limite, piegarsi appena all’indietro.

E’ molto importante guidare il movimento a ritroso del piombo con il braccio sx, il dx deve intervenire il meno possibile in quanto provocherebbe una perdita di armonia del pendolo. Il piombo tornerà indietro veloce, passerà alla destra del lanciatore e risalirà alle sue spalle. Non bisogna guardarlo in quanto la sua corsa deve essere avvertita dalla mano sx. Questa sensazione è resa possibile grazie alla trazione esercitata dal piombo sul cimino della canna. Quando la zavorra sarà al culmine della risalita si percepirà una netta perdita della trazione. E’ il segnale che ci indica la buona posizione del piombo e ci autorizza a procedere con il lancio.

 

IL LANCIO

 

Si prova il pendolo fino a che non si è sicuri di avvertire nettamente la pausa. Ottenuta la giusta posizione del piombo, si procede abbassando la cima della canna e assumendo con il corpo la posizione del Ground avanzato. Si ruota la testa in direzione del lancio, guardando verso l’alto e si lancia sempre allo stesso modo: si ruota il corpo tirando la canna con il braccio sx e quando sarà al limite della sua estensione (in avanti ed in alto) si dovrà portare il tallone della canna verso l’emitorace dx. Contemporaneamente il braccio destro deve spingere sulla canna in direzione dello sguardo, fino a che non sarà completamente disteso. Nel frattempo il peso del corpo è passato dalla gamba dx a quella sx. Il Pendolare è tutto qui. Il Ground avanzato e la pendolata sono due fasi che vanno assimilate separatamente. E’ lo stadio più difficile, in quanto manca la sicurezza e il tempismo. Normalmente si tende a velocizzare l’azione per paura che il piombo cada, in realtà il collegamento delle due fasi è molto lento e deve garantire un perfetto posizionamento della canna. La mano sx deve stare circa dieci cm. Più alta rispetto alla destra, in caso contrario lo sforzo non verrebbe ripartito egualmente tra le due, ma si concentrerebbe sul braccio destro, rendendo l’azione meno efficace. Sempre senza scatti, si deve procedere alla trasmissione della potenza alla canna. Occorre tirare con il sx e con tutto il corpo, in modo da scaricare la torsione del busto. La velocità d’esecuzione, all’inizio lentissima, aumenterà gradatamente. Quando la canna passerà davanti agli occhi sarà al suo limite di elasticità. La parte centrale della canna avrà accumulato tutta l’energia: nel momento in cui la sx tirerà il tallone della canna e il dx spingerà, si avvertirà una netta resistenza. La canna è bloccata al suo limite di elasticità. Solo a questo punto il lanciatore può forzare. Tutta la potenza proveniente dal corpo, dalle gambe, dalle braccia, sarà trasmessa direttamente al piombo tramite la canna, la quale, se il lancio è stato eseguito correttamente, restituirà tutta la forza esercitata. In questo caso si avvertirà una compressione verso il basso, la reazione sarà tanto elevata da produrre equilibrio al lanciatore utile per la fase finale: è il segreto del pendolare, far lavorare la canna. In questo caso si avvertirà una fuga di potenza dalle mani alla canna, non vi sarà compressione e pertanto anche l’equilibrio sarà precario.

Un esperto esegue il lancio con un movimento molto lento e armonico; qui sta infatti un secondo segreto: si va più lontano forzando meno su una canna bloccata, che non spingendo molto su una che lo è. Il Lancio pendolare è una tecnica difficile da descrivere, ma d’esecuzione molto semplice, l’importante è che le due fasi (pendolo / lancio) siano collegate in modo armonioso e siano frutto di movimenti dolci e progressivi, senza scatti. E’ importante non pretendere subito il responso numerico, all’inizio tutti gli sforzi dovranno essere indirizzati all’acquisizione della sensibilità. Il miglioramento ulteriore è strettamente legato a varianti soggettive tra cui le caratteristiche fisiche, atletiche e caratteriali di ciascuno.

 

 

 

GLI ERRORI NEL PENDULUM
Qualunque lanciatore nella media, se seguito da un esperto, è in grado di imparare i movimenti fondamentali in poche sedute di allenamento. Successivamente si può affinare la tecnica eliminando quelle piccole lacune che limitano la riuscita di un buon lancio. Però ci sono anche coloro che non possono usufruire dei consigli di un esperto e quindi devono fare tutto da soli, con il rischio di commettere degli errori che, una volta “memorizzati”, difficilmente potranno essere corretti.

 

Ecco qui un breve elenco degli errori che maggiormente si riscontrano nell’esecuzione del Pendulum.

 

  • Il piombo tocca il suolo quando ci accingiamo ad imprimere potenza e velocità alla canna. E’ l’errore più classico e ricorrente: può essere dovuto ad un errato posizionamento della canna In fase di lateralizzazione; generalmente la canna è tenuta alta, quasi sopra la testa, o è troppo attaccata al corpo. Altro motivo potrebbe essere un eccessivo abbassamento della canna. Si corregge, tenendo la canna più scostata dal corpo (maggior lateralizzazione) e rendendo più fluido e magari un tantino più lento, l’abbassamento della canna che segue la fase di stallo.

 

 

 

  • Il piombo parte troppo basso, o a sinistra rispetto alla linea del tiro. Errore abbastanza frequente e dovuto principalmente ad uno stacco troppo ritardato. Per evitare questo errore può essere utile, oltre che correggere lo stacco, mirare con lo sguardo il punto verso il quale andrà indirizzato il lancio.

 

 

  • La canna, durante il caricamento, non è abbassata, ma tende a rimanere in posizione elevata.

Pur non essendo frequente, si tratta di un errore grave, ed è provocato dal lanciatore che una volta avvertito lo stallo, tende a girarsi (e quindi a lanciare) senza aver abbassato la canna. Errori di questo genere provocano nella canna (specie sul cimino) delle torsioni assiali che, nei casi più gravi, portano alla rottura dell’attrezzo. Per ovviare a questo errore (provocato spesso da una eccessiva velocità di esecuzione) bisogna impostare con più calma e continuità la fase di abbassamento della canna; rallentiamo pure l’azione, ma non facciamoci prendere dal timore che il piombo possa toccare il suolo: se il pendolo è ben fatto e tutti i movimenti sono fluidi e strettamente collegati (cioè senza pause), il piombo non toccherà mai il suolo.

 

 

 

  • Altro errore frequente, è quello di non impostare la pendolata del piombo in un unico piano di oscillazione: molti lanciatori, una volta spinto in avanti il piombo, usano richiamarlo su un piano di oscillazione esageratamente aperto sulla loro destra. Inutile dire che con un’operazione simile si perde la sensibilità nel contatto col piombo, e ciò porta ad un aggancio sbagliato del piombo in fase di stallo. Spesso il lanciatore è sbilanciato all’indietro.

 

 

 

  •  

    Un errore che spesso passa inosservato è il seguente: durante la pendolata quando si richiama la canna con il braccio sinistro, si tende a piegare eccessivamente il braccio destro, portandolo all’indietro con la canna. E’ superfluo dire che con questa operazione si perdono il contatto col piombo e la sensibilità nel percepire lo stallo. Non dimentichiamoci che nella fase di richiamo, il braccio sinistro deve spingere il tallone della canna verso il basso, mentre il destro è quasi inattivo e serve solo per sostenere la canna durante l’oscillazione del piombo.


LA SPINTA INERZIALE NEGATIVA

E’ un effetto che si rileva ogni volta che concludiamo un lancio: la canna, subito dopo lo stacco, tende a proseguire la sua corsa verso il basso, in direzione del suolo. La spinta inerziale negativa dipende strettamente dalla lunghezza della canna e dalla sua rigidità, ed i suoi effetti saranno più o meno gravi o evidenti a seconda della tecnica di lancio e dell’attrezzatura utilizzata.

In un lancio tipo Above Cast o Ground Cast eseguiti con una canna eccessivamente lunga o elastica, si produce una spinta inerziale negativa che ha delle conseguenze rilevanti ai fini della gittata: l’eccessivo angolo che verrà a formarsi tra nylon in uscita e cimino della canna può ridurre di un buon 20% la gittata.

Un’altra conseguenza della spinta inerziale negativa, che si ha quando si usa il fisso, è il cosiddetto “fiocco”, una sorta di parrucca che si crea sul filo in uscita, che, nei casi più gravi, può portare alla rottura del nylon stesso.

La spinta inerziale negativa si corregge in modo molto semplice : dopo lo stacco, con il braccio sinistro, si imprime alla canna una energica spinta verso il basso, quindi, riporteremo la canna in una posizione tale da non ostacolare la fuoriuscita del nylon dal cimino. Se il lancio è ben fatto, la canna dovrebbe essere tenuta a circa 40° dal suolo.

 

LE ZAVORRE DI LANCIO NEL SURF CASTING

Il problema delle zavorre da lancio, ha, un’importanza fondamentale. La regola è sempre quella di far giungere le esche in pesca e farcele restare in qualunque condizione del mare; ma stavolta, all’alta tenuta al fondo si aggiunge anche la migliore aerodinamicità. I piombi ormai non hanno più la classica forma di un tempo, ricordiamo il cono, il disco tacchettato, la piramide. Il problema era quello di bucare l’aria con minor fatica e di raggiungere distanze considerevoli. Questi problemi sono stati ormai risolti da diverse aziende e progettisti: possiamo ora disporre di piombi dalle forme altamente aereodinamiche.

 

 

4 Risposte to “Lancio Pendolare”

  1. ANTONIO Says:

    Salve sono Antonio volevo sapere dove posso acquistare dei libri sulle canne ripartite, cordialmente

  2. sergio andreozzi Says:

    buongiorno sono un ex lanciatore volevo solamente dire che in questa disciplina niente e’ lasciato al caso purtroppo per motivi di vario genere ho dovuto abbandonare ma se volete qualche consiglio potete contattarmi.

  3. sergio andreozzi Says:

    sergio andreozzi nicss@libero.it

  4. buy capsiplex Says:

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