Mari, Oceani e zone costiere.

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Il rispetto del mare deve essere alla base della cultura di ogni pescatore.  Prendere coscienza della problematica situazione meteoclimatica che la terra sta vivendo credo che possa essere sicuramente il primo passo per imparare a rispettare di più la natura che ci circonda salvaguardando tra le altre cose anche il nostro fantastico hobby.  Parliamone…

I dati riportati di seguito sono forniti da LEGAMBIENTE.

Il livello globale dei mari è salito tra i 10 e i 20 centimetri negli ultimi 100 anni.

Il tasso di crescita è stato di 1/2 mm l’anno, circa 10 volte più veloce del tasso osservato negli ultimi 3mila anni. La principale causa è collegata ad un aumento della temperatura che oscilla fra i 0.2° – 0.6° gradi centigradi dal 1860 ad oggi. Effetti collaterali di questo mutamento includono: riscaldamento della temperatura marina, scioglimento dei ghiacci e degli iceberg, maggiore evaporazione e cambiamenti nel mondo alimentare marino.

 

Le proiezioni dicono che il livello del mare crescerà tra i 9 e gli 88 cm. entro il 2100.

Il modello di analisi ha tenuto conto della espansione delle acque dovuta al riscaldamento degli oceani e l’iniezione di acque “nuove” dovute dallo scioglimento di ghiacci e iceberg. Il livello, la grandezza e la direzione delle acque varieranno moltissimo a livello locale e regionale, adeguandosi alla conformazione costiera, alla modifica e alterazione delle correnti, alle maree e ai movimenti verticali della crosta terrestre. I livelli dei mari continueranno a crescere per centinaia di anni anche dopo una nuova stabilizzazione delle temperature terrestri.

 

Zone costiere e piccole isole: a grandissimo rischio.

Modificate dalla mano dell’uomo e intensamente sfruttate negli ultimi decenni sono, soprattutto per questo motivo, estremamente vulnerabili rispetto all’innalzamento delle acque. I Paesi in via di sviluppo con le loro debolissime economie e istituzioni corrono i rischi più gravi, ed anche le coste meno antropizzate sono in pericolo. Rispetto a 100 anni fa, il 70% delle spiagge mondiali si sono ridotte.

 

Allagamenti ed erosioni delle coste: sempre peggio.

L’intrusione di acqua salata ridurrà la qualità e la quantità delle riserve di acqua potabile. L’innalzamento delle acque sarà anche la causa di eventi estremi come alte maree, onde anomale, tsunami (una serie di onde oceaniche generate solitamente – ma non solo – da terremoti il cui epicentro si trova sul fondale marino o nelle immediate vicinanze e che, dopo aver percorso anche migliaia di chilometri attraversando interi oceani, si abbattono come giganteschi muri d’acqua sulle coste, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino). E ancora: l’innalzamento provocherà la contaminazione delle riserve di acqua potabile di Israele, della Thailandia, di moltissimi atolli dell’Oceano Pacifico e indiano, dei Caraibi, inondando anche alcuni dei più importanti e produttivi delta del mondo, come quello dello Yangtse (Cina) e del Mekong (Vietnam).

 

Immediati danni economici…

Si prevede un crollo delle riserve alimentari prodottenelle zone costiere: allevamenti ittici, acquacolture e agricoltura saranno particolarmente vulnerabili. Ma a rischio sono anche altri settori, come il turismo. Il risultato sarà una lenta ma inesorabile emigrazione delle popolazioni costiere verso zone più riparate.

 

…e sanitari.

Lo spostamento di intere comunità, soprattutto quelle con scarse risorse, ncrementerà il rischio di infezioni sanitarie e l’insorgere di patologie psicologiche. nsetti, virus, batteri ma anche animali possibili portatori di malattie, provocheranno mlattie quando non epidemie.

 

Ecosistemi costieri.

Le zone costiere conservano alcuni degli ecosistemi più ricchi e ari del pianeta, come le foreste di mangrovie, le barriere coralline e i prati marini. I iccoli delta e gli atolli corallini sono particolarmente sensibili ai cambiamenti limatici e all’intensificarsi (o viceversa) di piogge e tempeste. Le barriere coralline rescono abbastanza in fretta da non subire alterazioni per l’innalzamento dei livelli ei mari, ma risentono enormemente dell’aumento di temperatura.

 

Ecosistemi oceanici.

I mutamenti climatici non provocano soltanto un innalzamento elle acque ma riducono anche le calotte marine: una riduzione superiore al 14% è tata rilevata nel circolo polare artico fra il 1980 ed oggi, mentre una riduzione del 25% stata misurata in Antartide fra il 1950 ed i primi anni ’70. cambiamenti climatici alterano anche i flussi di circolazione delle acque e incidono slla riproduzione animale e vegetale delle specie oceaniche, provocando danni gravissimi anche nell’ecosistema marino.

2 Risposte to “Mari, Oceani e zone costiere.”

  1. simone Says:

    A proposito di mutamenti climatici, ti segnalo un film che uscirà nelle sale italiane nei prossimi giorni.
    Si intitola UNA SCOMODA VERITA.
    Questo è il sito che lo promuove: http://www.unascomodaverita-ilfilm.it
    E qui c’è il trailer: http://www.climatecrisis.net/trailer/

    Ecco, invece, 10 cose “semplici” che si possono fare per risparmiare in diossido di carbonio:

    1. CAMBIA LA LUCE
    Sostituisci una lampadina normale con una a basso consumo er risparmiare 68.039 gr di diossido di carbonio l’anno.

    2. FAI A MENO DELL’AUTO
    Cammina, prendi la bic, condividi l’auto o prendi i mezzi pubblici più spesso. Risparmierai 454 gr di diossido di carbonio ogni 1,61 km non percorso in auto.

    3. RICICLA
    Puoi risparmiare 1.088.622 gr di CO2 l’anno riciclando anche solo la metà dei tuoi rifiuti.

    4. CONTROLLA LE GOMME
    Tenere sotto controllo la pressione dei pneumatici permette di ridurre l’emissione di gas del 3 per cento. Ciascun litro di gasolio risparmiato vuole dire almeno 2.387 gr di diossido di carbonio in meno nell’atmosfera.

    5. RISPARMIA L’ACQUA CALDA
    Serve parecchia energia per riscaldare l’acqua. Consuma meno acqua installando un rubinetto a getto ridotto (risparmi 158.757 gr du CO2 l’anno) e lava i vestiti in acqua fredda o tiepida (risparmi 226.796 gr di CO2 l’anno).

    6. NON COMPRARE PRODOTTI CON MOLTE CONFEZIONI
    Puoi risparmiare 544.311 gr di diossido di carbonio riducendo i tuoi rifiuti del 10 per cento.

    7. REGOLA IL TERMOSTATO DI CASA
    Sposta il tuo termostato di 2 gradi in meno d’inverno e di 2 in più d’estate: con questo spostamento minimo puoi risparmiare circa 907.185 gr di diossido di carbonio l’anno.

    8. PIANTA UN ALBERO
    Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.

    9. SPEGNI GLI ELETTRODOMESTICI NON IN USO.

    10. SPARGI LA VOCE

    Ciao

    ps: Viva la pesca! Ma anche il mango non è male.

  2. Walter Says:

    è chiaro che tutti possiamo fare qualcosa per migliorarci e migliorare l’ambiente che ci circonda. Può sembrare fuori luogo parlare di natura, rispetto per gli animali in un BLOG che parla principalmente di pesca. Io credo che lo spirito che anima un vero pescatore non può prescindere da un amore forte verso il mare e la natura tutta. Abbiamo fatto tante volte il solito discorso; il risultato di una pescata non è determinato dal numero o dalla grandezza delle catture, ma le senzazioni che si raccolgono in una mattinata su una spiaggia… le capisce soltanto chi ama questo mondo!

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